Dico di me

Accadono talvolta eventi imponderabili: tale fu la nascita di Massimo (Tommaso, Tommassimo, Tomax) Di Terlizzi (cioè il sottoscritto) a Bisceglie (Bari), il 21 settembre 1969.
In terza media, mentre ero alle prese con i miei primi esperimenti fotografici, un profetico insegnante di educazione tecnica mi assicurò che non sarei mai diventato un fotografo.
Dopo diversi anni di sporadica frequenza delle lezioni scolastiche e più proficue esperienze decisamente extra-scolastiche, ho conseguito il diploma di Maestro d’Arte ceramista.
Per molti anni ho abbandonato gli studi istituzionali e mi sono dedicato ai viaggi, che sono il mio modo di sperimentare me stesso e il mio mondo interiore attraverso l’incontro con l’altro.
Come scrive Dorothea Lange, la macchina fotografica è per me “uno strumento che insegna a guardare il mondo senza macchina fotografica”. Ho imparato a fotografare fotografando, guardando, leggendo e incontrando i grandi fotografi (Eliott Erwitt, Leonard Freed, Gianni Berengo Gardin, Ivo Saglietti e molti altri).
Mi sono dedicato per diversi anni al teatro, cercando di catturare nei volti, negli sguardi, nei gesti di attori del calibro di Giorgio Albertazzi, Eros Pagni, Ferruccio Soleri, Piera degli Esposti, Aldo Reggiani, il gioco dell’uomo con le sue stesse molteplici identità.
Ho lavorato nel campo della pubblicità e della moda.
Nell’agosto 2000, con gli architetti Cristina Mastrototaro e Massimo Pedone, ho curato il catalogo di “S’Oggetti in Mostra”, esposizione di arte e design (Bisceglie, Palazzo Bonomi) con opere di Ross Lovegrove, Gianni Veneziano, Piero Di Terlizzi, Pierfrancesco Calcagnile.
Nel 2006 sono stato in Uganda con Giuseppe Carrisi, giornalista di Rai International, per realizzare un reportage fotografico sui bambini soldato.
Sono affascinato dal cinema e dal suo linguaggio, da diversi anni ormai mi dedico alla videoproduzione, alimentata da una incurabile e onnivora passione cinefila.
Questo in estrema sintesi so raccontarvi di me, senza potervi guardare negli occhi.

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